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MERCATO
 
Introdurre meccanismi di prezzo adeguati e flessibili e rivalutabili sui trend di mercato; diffondere tra tutti gli stakeholders di studi basati sull'evidenza  (ad esempio quelli che diano conto delle preferenze dei pazienti, dei risultati riferiti dai pazienti, delle preferenze degli operatori sanitari ecc.);  introdurre meccanismi di riconoscimento del "valore aggiunto" dei medicinali, garantendone la differenziazione dai generici standard;  implementare meccanismi di differenziazione degli standard di cura puntando ad ottenere premi di prezzo tarati sul beneficio aggiuntivo. E ancora: Implementare una definizione specifica per i medicinali a valore aggiunto per evitare la classificazione con generici standard e prevedere un supporto normativo di incentivi che stimolino l'attiovità di R&S sui prodotti off patent.
 
Sono queste alcune delle strategie suggerite da IQVIA per potenziare il settore delle Value Added Medicines, con l'obiettivo di incentivare l'ottimizzazione continua dei trattamenti esistenti che contribuiscono al variegato e ancora in gran parte "inesplorato" mercato dei farmaci a valore aggiunto. 
 
Dati, suggerimenti e riflessioni sono contenuti nel Report "Case Studies for Value Added Medicines - Unlocking the potential of patient -centric continuous innovation"  presentato oggi in occasione di un evento ospitato al Parlamento Europeo con la partecipazione di rappresentanti delle organizzazioni pazienti, medici, infermieri, farmacisti ospedalieri e pagatori. Le indicazioni pragmatiche basate su studi di casi reali  riferite a sei Paesi europei (Francia, Germania, Italia, Rgno Unito, Svezia e Polonia) mostrano che esistono chiare opzioni a favore della rivalutazione di farmaci a valore aggiunto a vantaggio della collettività dei pazienti.
 
"I nostri sistemi sanitari devono cogliere l'opportunità di migliorare l'accesso dei pazienti all'innovazione continua - ha commentato Arun Narayan, presidente del gruppo Value Added Medicines di Medicines for Europe. - Dobbiamo incoraggiare i Governi i governi a riconoscere la necessità di medicinali a valore aggiunto e a confrontare gli esempi positivi citati nel rapporto IQVIA per migliorare i risultati per i pazienti ".